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Il
21 febbraio scorso è scomparso Pietro Grossi.
Credo che si possa definirlo un grande musicista. In questo
spazio scrive chi lo ha conosciuto solo in poche occasioni,
ma sono bastate per capire l'uomo e il ricercatore di musica.
I ricordi che ci piace fare delle persone, purtroppo scomparse,
su questi numeri de La Nota servono anche a fare conoscere
ad alcuni gli episodi meno noti.
Ed è appunto il caso di Pietro Grossi a Prato.
E' stato qui almeno una volta, una sera del mese di luglio
del 1985 quando fu organizzato un evento di grande proporzioni
che comprendeva anche una dimostrazione musicale nel castello
dell'Imperatore a Prato. E appunto per questo evento era
stato invitato il M.° Grossi.
L'evento era dedicato alla nascita del CID relativo al Centro
per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci con la pubblicazione
di un libro "Archivio vol.0" e che coinvolse tutta
la città, mentre il "concerto" vero e proprio
era una dimostrazione di come far suonare a distanza di
decine di chilometri un computer collegato via telefonica
con un brano musicale.
Per oggi la cosa può sembrare talmente banale da
avere paura a proporla, ma non lo era nel 1985 quando Pietro
Grossi presentò il suo gioiello da lui governato
e offerto su una piatto d'argento agli ospiti della serata.
Ma le autorità e gli stessi ospiti erano intenti
a diffondere retoriche parole di elogio per i progetti della
città ed ad affollare i tavoli del banchetto, e l'idea
del Maestro fu completamente snobbata anche perché
nessuno, tra le tante parole dette, spiegò che quelle
semplici note che assomigliavano ad un organetto, provenivano
da un computer, allora di dimensioni mastodontiche, collocato
al CNUCE di Pisa e suonato davanti a loro da uno dei più
originali musicisti dei nostri tempi.
Ma nonostante tutto Grossi restò impassibile davanti
a tanta indifferenza, contento e soddisfatto del suo "gioiello"
che ancora una volta come altre, aveva funzionato e che
forse sapeva che avrebbe aperto ad una strada che tutti
oggi noi percorriamo. Anche io, che mi occupavo dell'audio-system
per la diffusione del suono, restai impassibile accanto
a lui, ma con in più un grande disprezzo per l'indifferenza
che lo circondava.
Tutto il giorno ero rimasto infatti accanto al Maestro per
fare le prove e mi aveva illustrato in poche ore tutte le
giornate di una vita passata a cercare qualche legame tra
la musica e l'informatica.
Anche quella sera a Prato, quasi in esclusiva, aveva dato
la dimostrazione di averla trovata. Peccato che nessuno
se ne accorse.
Enrico Belluomini
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