LA
STORIA Fa piacere sfogliare
i vecchi programmi e vedere tanti bei nomi: Wilhelm Backhaus,
Arturo Benedetti Michelangeli, Duke Ellington. Musicisti
ormai scomparsi, ma il cui talento vive ancora in incisioni
discografiche. Oggi sarebbe molto difficile per una Società
dei Concerti, anche di una metropoli, fare sfoggio di questi
personaggi. Ma è vero che il passato diventa un marchio
di qualità ed è un bene ripercorrere le tappe che anni fa
portarono la Società pratese dei concerti a diventare un
punto di riferimento nel panorama musicale italiano. Parlando
di storia, non possiamo dimenticare chi ha contribuito in
gran parte a fare in modo che questa prendesse corpo. Roberto
Fioravanti, a cui la rinnovata Società è intitolata, fu
un appassionato studioso della storia musicale della città
e organizzatore di prestigiose iniziative. Eppure Fioravanti
non era un professionista della musica ma, come nella migliore
tradizione pratese, un industriale laniero che nonostante
il grande impegno in azienda, dedicava il resto del suo
tempo alla sua passione principale.
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Un
tempo speso indubbiamente bene: dopo aver studiato pianoforte
e armonia, decise di dedicarsi all’organizzazione di Festival,
alla programmazione di concerti, Stagioni liriche e manifestazioni
culturali così importanti da renderlo noto anche al di fuori
di Prato e della Toscana. Per non parlare della sua attività
di musicologo che lo portò a risultati ragguardevoli dopo
un lungo lavoro di ricerca in archivi e biblioteche. "Roberto
Fioravanti – spiegava il grande musicologo Franco Abbiati,
autore di una monumentale biografia su Verdi – è l’incarnazione
vivente di quella passionaccia divina di cui ribollono le
supreme gallerie dei teatri d’opera e delle affollate sale
concertistiche, là ove si rifugiano di preferenza gli eletti
che una sorte maligna ha ingiustamente escluso dall’esercizio
professionale dell’arte. Passione non cieca, s’intende,
ma lucidamente consapevole, anzi erudita". Una
delle creature di questa "passionaccia" fu la Società Pratese
dei Concerti. Una "figlia" non solo di Fioravanti, è giusto
sottolinearlo. Il sodalizio, fondato il 14 ottobre
1948,
assieme al M° Luciano Bettarini ed Ottorino Corsini, era
formato da soci (fondatori, ordinari e sostenitori) che
si riunivano in assemblea. Aveva come organi statutari un
consiglio direttivo (di cui facevano parte un Presidente
ed un Vicepresidente e tre revisori dei conti). Rileggendo
il verbale delle elezioni sociali del 1951 vediamo un consiglio
direttivo formato da undici persone e un collegio di cinque
revisori dei conti. L’impianto societario portò all’organizzazione
di sei stagioni, dal 1948 al 1956. Tanti gli avvenimenti
musicali di rilievo, a partire dall’allestimento de La Serva
Padrona di Pergolesi con il complesso d’archi del Maggio
musicale fiorentino diretto dal pratese Luciano Bettarini.
Dallo stesso compositore fu eseguito lo Stabat Mater mentre
l'orchestra dei sindacati e il coro "G. Monaco" diretti
da Pietro Bresci, presentarono la Resurrezione di Cristo
di Perosi. Ricordiamo infine la presenza di Michelangelo
Abbado, violino solista e direttore, con l’orchestra d’archi
di Milano. Tutto ciò nella stagione 1948/49.
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