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di
Benedetti Michelangeli .
Il titolo de è riferito al concerto che Arturo
Benedetti Michelangeli tenne al teatro Metastasio il 26
giugno 1967. Una serata i cui posti erano esauriti già da
diversi mesi tanto che gli organizzatori erano riusciti
a ottenere una replica del concerto il 28 giugno.Grazie
all'amicizia con Roberto Fioravanti, e al buon rapporto
che il maestro aveva stretto con la città di Prato, Benedetti
Michelangeli autorizzò verbalmente che la sera del 28 giugno
1967 venisse eseguita una registrazione del suo concerto.
Oggi quell'evento è confluito in un Cd, a cura della Fondazione
della Cassa di Risparmio di Prato e stampato dall'etichetta
Diapason, dal titolo Il pianoforte di Chopin. Alla realizzazione
del Cd ha dato il suo assenso la vedova del maestro, Giuliana
Benedetti Michelangeli, proprio per i bei ricordi che il
marito aveva dell'ambiente musicale pratese. Inoltre i concerti
pratesi, tra cui quello recuperato su Cd, furono realizzati
in collaborazione con il Festival Pianistico internazionale
intitolato al pianista che ormai dal 1964 si tiene ogni
anno a Brescia. La registrazione, interamente dedicata alla
musica chopiniana, venne effettuata la sera del concerto
dall'allora direttore tecnico del Metastasio Polo Innocenti.
Ovviamente, a cura di Enrico Belluomini, è stato necessario
effettuare un accurato restauro audio del nastro originale,
lasciando perfettamente inalterate tutte le caratteristiche
artistiche dell'esecuzione, migliorandone però l'ascolto.
Il risultato sono 79 minuti di musica, in pratica il limite
temporale massimo per un Cd audio, ma di grande fascino.
Perché da un pianista come Benedetti Michelangeli ci si
può solo aspettare interpretazioni del massimo livello.
Anzi, forse proprio la cornice del Metastasio, al di fuori
dell'asetticità della sala di registrazione (mai amata d'altra
parte dal maestro), diventa la sede migliore per rileggere
Chopin. Con la Sonata numero 2 opera 35 in sib minore, quella
della Marcia Funebre, la Fantasia in fa minore op.49, la
Grande Polonaise brillante preceduta da un Amdante spianato
op.22, le Mazurke, il Preludio op. 45, la Ballata opera
23, Benedetti Michelangeli affronta un'antologia rappresentativa
del pianismo dell'autore polacco. Lirismo e tecnica vanno
a braccetto in un ascolto che, senza la volontà di pochi,
sarebbe rimasto un'utopia.
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