|
Non
sempre le idee di chi scrive coincidono con quelle di chi
gestisce
gli spazi sui giornali. E' questo il caso dell'amico Lorenzo
Fratini,
al quale abbiamo chiesto questo contributo e con il quale
sarebbe interessante approfondire alcune opinioni: la mancanza
di qualità artistica e dell'organizzazione generale
di molte manifestazioni musicali, (o la superficialità
con la quale molti
si improvvisano organizzatori), la grande affluenza di pubblico
che si ottiene spesso solo ad ingresso gratuito,
la mancanza di spazi adeguati, e tanti altri aspetti che
a parer nostro frenano lo sviluppo della cultura musicale.
In
tutta Italia si chiudono orchestre e cori, gli Enti Lirici
fanno sempre più fatica a produrre spettacoli, molti
Conservatori hanno visto un notevole calo delle iscrizioni:
si sta attraversando, insomma, un periodo di notevoli difficoltà
nel campo della diffusione e produzione della musica ad
ogni livello. A Prato stiamo vivendo una situazione completamente
opposta. Sembra quasi un miracolo, ma nella nostra città
forse la vita musicale non è mai stata così
vivace e produttiva.
Fino a qualche anno fa la politica che ci veniva proposta
era quella dell'evento sporadico: si invitava un concertista
famoso, un orchestra importante una formazione cameristica
di grido. Se questo da un lato produceva una certa curiosità,
dall'altro non creava certo quelle condizioni di crescita
per una produzione musicale autoctona e i veri appassionati
dovevano rivolgersi a realtà vicine per trovare produzioni
musicali di livello.
Oggi Prato ha una propria orchestra, la Camerata Strumentale,
una Scuola di Musica tra le più grandi in Italia
e con un sempre maggior numero di iscrizioni, una realtà
corale come la "Guido Monaco" in forte espansione
che riesce a garantire produzioni di buon livello, una società
come la Fioravanti che regolarmente promuove una stagione
di musica da camera.
Siamo arrivati addirittura a produrre, completamente con
le nostre risorse, importanti titoli del repertorio lirico
e sinfonico. Basti pensare al concerto inaugurale della
stagione 2002 della Camerata dove si proponeva una delle
pagine più importanti della storia della musica come
l'oratorio "La Creazione" di Franz Joseph Haydn
con complessi interamente pratesi. Per trovare una situazione
analoga bisogna addirittura andare in città importanti
della Germania o dell'Austria.
Sul versante dell'opera lirica le cose vanno addirittura
meglio: non solo si riesce a realizzare abbastanza regolarmente
produzioni di buon livello ma addirittura questo prodotto
"made in Prato" viene esportato in istituzioni
di grande prestigio, come "L'Accademia Chigiana"
di Siena, incominciando ad inserire anche Prato in quella
circuitazione di produzioni liriche esistente in Italia.
Un coro come la "Guido Monaco" adesso viene invitato
nelle più importanti stagioni e festival musicali,
dalla Chigiana di Siena al Festival "Lunatica"
di Massa Carrara, dove prossimamente presenterà i
"Carmina Burana" di Orff, all'Estate Fiesolana
dove oltre ai "Carmina Burana" il coro parteciperà
in produzioni liriche come il Rigoletto e la Tosca, portando
in giro con successo il nome di Prato.
Altro dato importante è il notevole appetito di musica
da parte della nostra comunità.
Ai concerti vediamo sempre un maggior numero di persone
(tra i quali molti giovani), le produzioni liriche arrivano
a riempire i teatri fino al tutto esaurito, semplici cittadini
preferiscono trascorrere il proprio tempo libero in una
delle tante corali operanti nelle nostre mura, preferendo
la compagnia di Mozart, Mendelsshon, o altri compositori
al "grande fratello" di turno. Un coro come la
"Guido Monaco" riesce a riempire sempre le chiese
o i teatri dove si presenta (mi viene da pensare alle duecento
persone rimaste fuori dal Teatro Metastasio per il concerto
dedicato a Verdi o alla Chiesa di San Francesco dove il
pubblico presente per assistere alla Messa dell'Incoronazione
di Mozart era più numeroso che per il coro Gospel
di New York).
Perché tutto questo proprio a Prato?
Forse perché noi pratesi da sempre abbiamo nei nostri
cromosomi uno spirito di iniziativa, di vivacità
e curiosità che ci ha contraddistinto, non solo nel
settore della produzione tessile. Basti pensare che la più
antica scuola di musica italiana nasceva più di 250
anni fa a Prato, uno dei più antichi complessi corali
italiani (la "Guido Monaco") veniva fondato 125
anni fa nella nostra città. Da sempre l'attenzione
dei pratesi alla musica è stata veramente grande.
Naturalmente per noi operatori culturali, impegnati in prima
linea, è difficile a volte comprendere la politica
culturale nell'ambito della musica, a messo che ci sia,
attuata da parte dei nostri amministratori che a volte preferiscono
rimanere in trincea per assistere al maturare degli eventi.
Si sta pensando ad un futuro per questa nostra realtà
musicale in forte espansione?
Si stanno predisponendo fondi per poter sempre più
garantire una vita (a volte solo una sopravvivenza) alle
tante istituzioni operanti nella musica che abbiamo ricordato?
A volte, come si suol dire, "non c'è peggior
sordo di chi non vuole sentire".
Lorenzo
Fratini
In questo numero, come abbiamo accennato la volta scorsa,
ricordiamo la figura di Paolo Agostini, scomparso alcuni
mesi fa. L'amico Roberto Gabbiani, al quale abbiamo chiesto
di scriverne un ricordo, ci ha inviato queste righe che
confermano ancora una volta la loro grande ed eterna amicizia.
Vogliamo ringraziare anche noi Paolo per essere stato nostro
Socio Onorario ed anche Roberto Gabbiani per aver donato
ai lettori de LA NOTA il suo sincero e profondo omaggio.
|