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Continuiamo
con il riassunto delle pagine di Roberto Fioravanti su <La
Musica a Prato>
curato da Veronica Vestri. La settima puntata è ancora
dedicata al Teatro Metastasio.
Mentre fervevano
i preparativi per la cerimonia di inaugurazione dell'8 settembre
1830, con la rappresentazione di ben due opere l' "Aureliano
in Palmira" di Rossini e "Giulietta e Romeo"
di Vaccaj, la società del teatro Metastasio si trasformò
in accademia e l'inaugurando teatro poté fregiarsi
del titolo di "Teatro civico di Prato" secondo
un dispaccio della Segreteria di Stato del 21 agosto 1830.
Tale riconoscimento apparve meritatissimo anche se l'operato
della società non fu esente da critiche che tante
e tali furono da spingere il figlio di uno dei soci, Francesco
Franceschini, a scrivere una piccola commedia in tre atti
"Il teatro nuovo" ispirata appunto alle schermaglie
che si verificarono in quegl'anni tra la società
del Teatro Civico e i tanti suoi detrattori, non ultimi
gli accademici del teatro dei Semplici.
La serata inaugurale fu un vero successo tanto che le repliche
degli spettacoli proseguirono fino a tutto ottobre con in
più repliche dell'opera di Rossini nel periodo natalizio.
Finiti gli splendori dello spettacolo, la società
iniziò a fare un bilancio delle spese: dalla revisione
del perito Pietro Stefanelli, nominato appositamente, apparve
che la spesa complessiva per la costruzione del teatro e
per il suo arredamento ammontava a 183.083 lire circa: una
somma non indifferente che la società ripartì
per ogni suo componente.
Da questo conto era escluso l'onorario dell'architetto Cambray-Digny
che preferì la gloria dei posteri ad un compenso
vero e proprio, rinunciando in toto al proprio onorario
e "accontentandosi" di una bella lapide nell'atrio
del teatro, accanto a quella che la società volle
dedicare al Granduca Leopoldo II che favorì fin dal
primo momento la società del teatro ed il suo operato.
Grandi successi di pubblico, un bel teatro ma ancora senza
un nome: gli accademici in un primo momento pensarono di
dedicarlo a Giovanbattista Fagiuoli poeta e commediografo
fiorentino del secolo XVIII ed allora piuttosto in voga;
al Fagiuoli però ben presto fu preferito il nome
di Pietro Metastasio autore molto amato e non solo di testi
in prosa ma anche di opere e drammi musicali.
L'instancabile società del teatro nuovo fin dal 1828,
due anni prima dell'inaugurazione ufficiale del teatro,
aveva provveduto anche alla costituzione di un'orchestra
stabile con elementi locali istituendo quindici premi in
denaro per studenti di musica strumentale: una buona iniziativa
che però non ebbe fortuna.
Nel 1850 si provvide ai primi restauri del teatro che già
dopo soli dieci anni mostrava segni di cedimento: questi
lavori vennero ad aggravare la situazione finanziaria dell'accademia
del teatro già precaria.
Nel 1867 si dà incarico all'ingegner Telemaco Bonaiuti
per imponenti lavori di ammodernamento: questi lavori finirono
per limitare notevolmente lo spazio dell'orchestra e degli
spogliatoi degli attori che si provvide ad ampliare nel
1871.
Tante spese e difficoltà posero il teatro e la sua
accademia in una condizione difficile tanto da far dubitare
della loro sopravvivenza. Dopo l'acquisto di poltroncine
in velluto, nel 1912, la conversione dell'impianto di illuminazione
da gas ad elettrico, nel 1918, e l'introduzione dell'impianto
di riscaldamento, nel 1922, il teatro dall'Accademia fu
donato al comune nel 1939.
Sotto la gestione dell'Opera Nazionale Dopolavoro il teatro
passò tutto il periodo bellico, durante il quale
non subì gravi danni, ma una generale degradazione
ed invecchiamento portarono alla decisione della chiusura
nel 1956. Dopo otto anni di lavori il Metastasio fu riaperto,
nel 1964, con la rappresentazione de "Il trovatore"
dopo gli imponenti lavori di ammodernamento dietro il progetto
di Nello Baroni e le opere di Enzo Ciardetti e Leone Trenti
che hanno riportato la sala e tutti gli ambienti alla situazione
attuale.
In questo numero troverete allegato il modulo per l'adesione
a Socio alla SOCIETÀ ' DEI CONCERTI Roberto Fioravanti.
Lo stesso è disponibile presso la nostra segreteria
all'ingresso dei concerti in abbonamento ai quali il non
Socio può assistere in via del tutto eccezionale
una sola volta come ospite chiedendo un biglietto omaggio,
compilando una scheda per i dati anagrafici e versando una
libera e volontaria offerta il cui ricavato sarà
destinato al restauro di qualche opera del Conservatorio
di San Niccolò che ci ospita.
La sola quota di Socio (L.100.000 + sconti come da prospetto
allegato) non consente l'ingresso ai concerti in abbonamento
ma solo una riduzione ai concerti dove è previsto
l'ingresso fuori abbonamento.
Per partecipare ai concerti occorre sottoscrivere anche
l'abbonamento alla stagione versando una ulteriore quota
di L. 100.000 ( + sconti come prospetto allegato).l
Il nostro anno fiscale inizia, per motivi tecnici e di organizzazione,
il 1 luglio di ogni anno e si conclude il 30 giugno dell'anno
successivo mentre la stagione musicale, di solito, inizia
a novembre e termina ad aprile dell'anno successivo.
Come da statuto la quota sociale è tacitamente rinnovata
di anno in anno. Questa caratteristica non deve essere interpretata
come un vero obbligo da parte del Socio, ma come una formula
di semplicità per il Consiglio Direttivo che deve
contare all'inizio della stagione su un numero sicuro di
quote sociali per la pianificazione della programmazione
musicale.
Questo spiega perché eventuali disdette, come scritto
nello statuto, devono essere inviate con lettera raccomandata,
o a mano presso la nostra sede, entro e non oltre il 30
giugno di ogni anno.
Eventuali ulteriori informazioni potranno essere chieste
inviando un e-mail alla nostra casella elettronica info@pratoconcerti.it
- www.pratoconcerti.it o telefonando alla nostra sede 0574/35621
lasciando un messaggio alla nostra segreteria o inviando
un fax allo stesso numero.
La prematura
scomparsa del nostro Socio Onorario Paolo Agostini ci impone
un piccolo ricordo su questa edizione de LA NOTA. Per mancanza
di spazio e nel rispetto di assegnare al suo ricordo un
articolo dedicato ci impegnamo per il prossimo numero di
pubblicare qualche pensiero dei suoi più cari amici.
Per adesso lo ricordiamo così, nella sua semplicità
che lo contraddistingueva.
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