la nota

Zipoli torna in CD
Sta per uscire, ristampato su Cd dalla Casa Discografica Diapason, l’incisione delle sonate per organo di Domenico Zipoli. Luciano Magrini ci racconta come nacque il disco, 34 anni fa.

Il disco dell’Istiuto precedette in classifica le incisioni scelte dalla famosa casa discografica Archiv. Passarono due anni da questo grande iniziale successo e nel 1968 l’Istituto presentò la seconda incisione di musiche settecentesche, le sonate per organo cembalo del famoso compositore pratese Domenico Zipoli. L’esecutore fu il grande organista Luigi Ferdinando Tagliavini. (fu, in un incontro alla Chigiana a Siena, il Maestro Arturo Benedetti Michelangeli, che ci suggerì di proporgli l’esecuzione). La registrazione avvenne nella Basilica di S.Maria dei Servi a Bologna in una intera notte, con le strade adiacenti alla chiesa chiuse al traffico per evitare qualsiasi rumore esterno (Mario Bellandi ebbe la brillante idea di chiedere al Comune di Bologna di sbarrare tutte le vie adiacenti, una richiesta subita accolta). Anche questa incisone ebbe grande risonanza, non solo in Italia, ma vogliamo riprodurre sicuramente una delle più importanti recensioni, quella del grande Massimo Mila che ebbe a scrivere: «Che affascinante figura quella di Domenico Zipoli! A prescindere dal mistero avventuroso (oggi solo in parte schiarito) della sua fine nelle missioni gesuitiche del Sud America, non da ora che scrive è persuaso che la poca musica occupi una posizione chiave, di cardine tra il Sei e il Settecento, tra il barocco e l’illuminismo, tra la polifonia e lo stile galante, tra l’organo e il clavicembalo». Fatta brevemente la storia di questo grande momento musicale pratese, che non tutti conoscono, viene ora da domandarsi perché dopo un così grande esordio culturale l’Istituto cessò la sua attività. Va detto chiaramente che con il solo apporto della Azienda di Turismo, l’istituzione non poteva continuare a operare senza l’appoggio della Amministrazione Comunale. I promotori pensarono che dopo i tangibili successi, unici della storia musicale pratese, vi sarebbe stata piena accoglienza e sostegno, ma le loro speranze furono vane. La città perse così la sua grande occasione culturale assieme a quella, pure ignorata, della proposta del leggendario pianista Arturo Benedetti Michelangeli di creare a Prato con sede al Metastasio, una di scuola di perfezionamento internazionale di pianoforte che avrebbe di colpo portato il nome della città su un piano internazionale. (riprenderemo questo ultimo argomento nel prossimo numero -ndr -). Luciano Magnini

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