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Il
disco dell’Istiuto precedette in classifica le incisioni
scelte dalla famosa casa discografica Archiv. Passarono
due anni da questo grande iniziale successo e nel 1968 l’Istituto
presentò la seconda incisione di musiche settecentesche,
le sonate per organo cembalo del famoso compositore pratese
Domenico Zipoli. L’esecutore fu il grande organista Luigi
Ferdinando Tagliavini. (fu, in un incontro alla Chigiana
a Siena, il Maestro Arturo Benedetti Michelangeli, che ci
suggerì di proporgli l’esecuzione). La registrazione avvenne
nella Basilica di S.Maria dei Servi a Bologna in una intera
notte, con le strade adiacenti alla chiesa chiuse al traffico
per evitare qualsiasi rumore esterno (Mario Bellandi ebbe
la brillante idea di chiedere al Comune di Bologna di sbarrare
tutte le vie adiacenti, una richiesta subita accolta). Anche
questa incisone ebbe grande risonanza, non solo in Italia,
ma vogliamo riprodurre sicuramente una delle più importanti
recensioni, quella del grande Massimo Mila che ebbe a scrivere:
«Che affascinante figura quella di Domenico Zipoli! A prescindere
dal mistero avventuroso (oggi solo in parte schiarito) della
sua fine nelle missioni gesuitiche del Sud America, non
da ora che scrive è persuaso che la poca musica occupi una
posizione chiave, di cardine tra il Sei e il Settecento,
tra il barocco e l’illuminismo, tra la polifonia e lo stile
galante, tra l’organo e il clavicembalo». Fatta brevemente
la storia di questo grande momento musicale pratese, che
non tutti conoscono, viene ora da domandarsi perché dopo
un così grande esordio culturale l’Istituto cessò la sua
attività. Va detto chiaramente che con il solo apporto della
Azienda di Turismo, l’istituzione non poteva continuare
a operare senza l’appoggio della Amministrazione Comunale.
I promotori pensarono che dopo i tangibili successi, unici
della storia musicale pratese, vi sarebbe stata piena accoglienza
e sostegno, ma le loro speranze furono vane. La città perse
così la sua grande occasione culturale assieme a quella,
pure ignorata, della proposta del leggendario pianista Arturo
Benedetti Michelangeli di creare a Prato con sede al Metastasio,
una di scuola di perfezionamento internazionale di pianoforte
che avrebbe di colpo portato il nome della città su un piano
internazionale. (riprenderemo questo ultimo argomento nel
prossimo numero -ndr -). Luciano Magnini
DIETRO
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